Al di là delle sue molte applicazioni in diversi campi, da quello peritale a quello della selezione del personale fino all'orientamento scolastico, il punto focale della Grafologia è sempre lo stesso, oggi come alla sua nascita: la stesura del profilo di personalità.

Il grafologo ha bisogno di poco: una pagina manoscritta, su foglio bianco, formato A4, non rigato, scritto spontaneamente (non sotto dettatura o copiatura).
Possibilmente la firma, così utile come confronto e verifica del testo.
L'indicazione di sesso, età, livello di studi e magari della professione.

Da questi elementi il grafologo deriva una descrizione dei punti nodali del carattere dello scrivente, e delle principali istanze che, nella loro interazione, definiscono la sua personalità.

È un esercizio utile non solo per chi riceve il profilo, che si confronta con uno specchio che dovrebbe riflettere di lui certamente quello che egli è, ma anche quello che forse non sa ancora bene di essere, aiutando quindi a riconoscersi in se stesso sempre di più.

Ma anche per il grafologo che lo redige, che affronta ogni volta con la ricchezza sempre diversa di ogni persona.

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